Fibre naturali

Le fibre naturali sono quelle fibre ricavate sia da vegetali (piante) sia da materiali di origine animale. Ci sono alcune fibre naturali che vengono definite organiche come lana, cashmere, seta, alpaca, cotone, lino e canapa. Queste fibre per essere denominate organiche necessitano della Certificazione di origine Biologica (GOTS). La certificazione GOTS ( Global Organic Textile Standard) viene rilasciata solo ai tessuti naturali e stabilisce delle regole importanti che rispettano determinati principi ( vai alla pagina certificazioni).
L’abbigliamento in fibre naturali assorbe l’umidità e la rilascia velocemente all’esterno al contrario delle fibre sintetiche che invece non possono catturare l’aria e anziché respirare tendono a trasudare, principio per cui una T-shirt di cotone biologico è più confortevole nei periodi estivi. Le fibre tessili naturali sono non solo una scelta sostenibile basata sull’efficienza energetica e sull’utilizzo di processi che riducono le emissioni di carbonio ma la lavorazione delle fibre tessili naturali generano principalmente rifiuti organici.

Cotone Biologico

Il cotone biologico viene coltivato seguendo le regole dell’agricoltura biologica. Alla base di una certificazione tessile, che attesti l’origine biologica del cotone, c’è sicuramente l’esclusione di pesticidi, fertilizzanti, diserbanti e oltre 1000 sostanze tossiche nocive per l’ambiente e per la salute umana, sostanze che vengono comunemente utilizzate sia nella coltivazione del cotone, sia nei successivi processi di produzione. La coltivazione di cotone biologico è sostenibile per l’ambiente, ma anche etica sotto l’aspetto sociale. Scegliere il cotone biologico limita l’impatto ambientale e sociale poiché le grandi multinazionali sfruttano la manodopera dei paesi sottosviluppati in cui avviene la coltivazione e lavorazione del cotone standard. Diciamo NO  a lavoro minorile , NO a discriminazioni, NO  a sostanze tossiche e nocive per l’ambiente e la società. Uno degli svantaggi e limiti del cotone biologico sono i costi di produzione che sono molto elevati a causa delle diverse fasi di produzioni che richiedono molto tempo.

Canapa

La lavorazione della canapa richiede ancora oggi molto lavoro “manuale”, questo comporta grandi vantaggi per l’ambiente, ed il fatto che non siano necessarie molte sostanze chimiche rende la sua sostenibilità ancora più concreta rispetto ad altre fibre naturali. La canapa insieme alla juta e al lino, è una delle poche fibre che può essere definita ecologica anche quando non dispone di certificazioni tessili.  L’utilizzo della canapa nella moda non è una novità, questa fibra tessile viene utilizzata da migliaia di anni per esempio veniva utilizzata per realizzare le vele dell’imbarcazioni perché molto resistente. Grazie a nuove tecnologie le fibre di canapa prodotte sono morbide e brillanti, ed è possibile realizzare tessuti davvero pregiati.. La trama dei tessuti in pura canapa ricorda quella del lino, attirando l’occhio con le sue sottili variazioni di spessore. E’ una fibra versatile e può essere miscelata con altre fibre per creare look differenti, rendendola allo stesso tempo ancora più confortevole. La versatilità della fibra di canapa è davvero sbalorditiva: le fibre di canapa possono essere tessute da sole, ma se miscelate con altre fibre è possibile realizzare intrecci di tela robusta e leggera, in una gamma illimitata di colori e finiture.

Lino

Il lino, una fibra naturale estratta dal fusto della pianta di lino, è stato utilizzato dagli esseri umani da molti secoli rendendolo uno dei tessuti più antichi al mondo. Una volta tessute, le fibre di lino sono resistenti, fresche sulla pelle e più lucenti rispetto alla maggior parte delle altre fibre tessili, ma tendono a fare delle pieghe, creando antiestetiche grinze. Tuttavia, il lino continua ad essere utilizzato in molti prodotti tessili e, a volte, per contrastare la tendenza del lino a sviluppare le grinze, spesso viene miscelato con altre fibre naturali come il cotone, il che porta a un tessuto più resistente e meno rugoso che tuttavia mantiene la freschezza e la luminosità caratteristica del lino.

Seta Biologica

La seta è una fibra naturale che vanta una storia di oltre 3000 anni ed sicuramente una delle fibre più sorprendenti e belle con cui realizzare lussuosi e confortevoli indumenti. Nasce dalle secrezioni proteiche dei bachi da seta, che si solidificano per creare le fibre che compongono il bozzolo. Dal bozzolo è possibile estrarre il filo di seta con il quale si realizzano i tessuti. La seta però ha degli aspetti negativi, ovvero viene ricavata dopo aver ucciso il baco in acqua bollente. Questa crudele realtà fortunatamente oggi è sostituita dalla seta biologica.  La seta biologica è la pratica più ecologica, non violenta e sostenibile e viene creata senza l’uso di prodotti chimici o trattamenti con insetticidi, pesticidi o fertilizzanti sintetici.Solitamente, questo tipo di seta dispone della certificazione GOTS. Naturalmente, la seta biologica è anche biodegradabile. L’origine biologica della seta ha effetti concreti sull’ambiente, promuovendo la sostenibilità con la piantumazione di alberi del gelso, la fonte di cibo dei bachi da seta. Un gelso nutrirà circa 100 bachi da seta e un acro di alberi fa si che si possano produrre 10/15 kg di seta biologica grezza.Il dover piantare alberi compensa in qualche modo le emissioni di Co2 della produzione. Inoltre, quando sarà il momento di tagliarli, saranno fonte di legname per le comunità locali.

 

Fibre Artificiali

Le fibre tessili così classificate in fibre artificiali sono quelle fibre create con materiali di origine naturale miscelate a sostanze sintetiche.Vengono spesso confuse con le fibre sintetiche, ma si distinguono da queste poiché utilizzano una parte di materiali naturali (invece di utilizzare il 100% di materiali sintetici).A differenza delle fibre sintetiche però vengono utilizzate materie prime naturali invece di un prodotto sintetico. Per esempio sono definite fibre artificiali ecologiche quelle derivate dalla cellulosa,proteine vegetali come piante, orticacee e dagli alimenti. La produzione sostenibile di queste fibre limita l’impatto ambientale , sono biodegradabili, rinnovabili e sostenibili. La sostanziale differenza tra fibre tessili artificiali e fibre tessili sintetiche risiede quindi nel fatto che le fibre artificiali contengono una buona parte cellulosa o proteine di origine vegetale, mentre le fibre sintetiche contengono esclusivamente sostanze sintetiche derivate per lo più dal petrolio.

Bambù

L’altezza della pianta di bambù varia dai pochi centimetri fino a superare i 40 metri. Cresce velocemente in fitte foreste ed è una pianta molto invasiva la cui crescita va controllata per evitare l’invasione di terreni circostanti. La pianta di bambù richiede 1/3 della quantità di acqua rispetto alla pianta di cotone, inoltre, non avendo parassiti naturali viene coltivata senza l’uso di sostanze chimiche (pesticidi, diserbanti, ecc) Il bambù cresce bene in posti caldi, principalmente in Sud America, Africa e Asia, ed è direttamente in questi luoghi che avviene la lavorazione e l’estrazione artificiale della fibra di bambù. L’utilizzo della pianta di bambù copre diversi settori commerciali e viene utilizzata per la creazione sia di abbigliamento tessile sia di oggettistica.

Fibra di menta

La fibra di menta è classificabile tra le fibre rinnovabili poiché seppure realizzata attraverso processi chimici viene lavorato utilizzando delle componenti naturali. Infatti dall’olio essenziale si estrae il mentolo, un tipo di alcol denominato Chirale, scoperto duemila anni fa in Giappone. Per creare la fibra di menta vengono inserite le molecole di mentolo in un impasto di viscosa. È una fibra rinnovabile, antibatterica ed efficace per il benessere fisiologico di chi lo indossa.

Fibra di caffè

La fibra di Caffè è una fibra innovativa ottenuta partendo dai fondi di caffè, non si sprecano né tempo né energia dato che deriva da una bevanda consumata quotidianamente. Questa fibra permette un rapido assorbimento del sudore, protegge dai raggi nocivi solari e l’abbigliamento realizzato risulta essere un ottimo capo per la stagione estiva.

Lempur

Fa parte dei filati ricavati dalla polpa del legno. Lenpur è un filato in pura cellulosa, ecologico e salutare. La polpa di legno è ricavata esclusivamente da legname coltivato o potato, nel pieno rispetto delle norme di eco-sostenibilità. Straordinarie sono le caratteristiche di questa fibra ricavata esclusivamente dall’abete bianco.  E’ ecologico, igroscopico assorbe l’umidità del 35% in più del cotone, permeabile capace di trasmettere fluidi, termoregolatore poichè è un prodotto tessile composto da fibre che possono facilmente assorbire e trasferire all’esterno l’umidità emessa dal corpo umano. Antistress perchè non accumula cariche elettrostatiche che possono essere dannose per il corpo.

Tencel

Quando si ha la polpa di eucalipto tra le mani, essa viene ridotta in una viscosa di cellulosa e poi estrusa in filiera, lì si ottengono lunghe fibre poi intessute in modo da formare poi il Lyocell. Durante l’intera lavorazione l’unica sostanza chimica utilizzata è il solventeche è oltretutto non tossico. Inoltre risulta possibile riutilizzare il 99% della sostanza in un processo a ciclo chiuso. In questo modo, al di là delle opinioni, si minimizza l’impatto sull’ambiente e, in generale, fumi e acque inquinanti che derivano sono così scarsi che anche i più critici sono d’accordo nel ritenerli praticamente innoqui. Anche sulla questione dell’essere biodegradabile, per il Lyocell, c’è chi borbotta. Ciò che risulta è che sia da considerare biodegradabile perchè si tratta di una fibra cellulosica: anche se in una discarica non si decompone completamente, questa fibra riesce a decomporsi in soli otto giorni in determinati ambienti.

Cactus

La fibra di Cactus invece è una completa scoperta ed è una straordinaria fonte di prodotti innovativi. La coltivazione ha origine in Messico che è ancora il principale produttore e consumatore del mondo. Viene realizzato grazie alla biopolimerizzazione delle foglie mature del cactus (le piante restano intatte), che vengono prima essiccate al sole e poi lavorate con un particolare sistema brevettato. l cactus è una specie autoctona e tipica del Messico, è una pianta CAM (Crassulacean Acid Metabolism – un ciclo metabolico di fissazione del carbonio che consente di ottimizzare l’attività fotosintetica in ambienti estremi come quelli desertici) e il suo metabolismo tende a proteggere l’acqua. Il cactus assorbe CO2 durante la notte, generando ossigeno e assorbendo l’acqua presente nell’atmosfera derivata dalla rugiada mattutina. L’azienda che ha brevettato e produce questo bellissimo tessuto è Desserto dal quale prende il nome. Le caratteristiche sono :

  • Il 90% del materiale che compone Desserto è di origine vegetale;
  • E’ un materiale “parzialmente” biodegradabile e riciclabile (la % varia in base al materiale, poiché vengono prodotte diverse versioni);
  • I coloranti usati sono dei pigmenti organici;
  • Tutti le sue varianti non contengono sostanze chimiche tossiche come flatati e PVC;
  • Alcune varianti contengono supporti riciclati derivati da cotone, poliestere e nylon.

Fiore di Loto

La fibra di Loto proviene dalla lontana Asia: è una fibra cellulosica estratta dalle proteine contenute nelle foglie e dai semi ed è totalmente biodegradabile. Possiede diverse proprietà benefiche anche per il corpo: regola lo scambio dell’umidità dell’epidermide con l’esterno ed è traspirante. Contiene, numerosi amminoacidi ed aiuta ad abbattere i radicali liberi. Ha una alta concentrazione di ioni negativi di ossigeno, di circa 900/cm2, utili al sistema immunitario. Dall’acqua la pianta del loto prende vita e la restituisca in protezione per pelle. La fibra ed i tessuti prodotti al tatto, sono morbidi e lisci,

Fibra di Cupro

Il cupro è denominato anche “seta vegetale”. E’ una fibra che nasce dai filamenti corti e lanuginosi attorno ai semi del cotone. Questi vengono estratti e vengono tolte tutte quante le impurità, così diventano pura cellulosa, che ha ottime qualità tattili sulla pelle. Il cupro è un materiale biodegradabile che permette il riciclo di tutti gli scarti e rifiuti prodotti, oltre che una produzione di emissioni zero pari al 99,8 (già nel 2016). Fresca, delicata, elastica, traspirante, resistente e lucente: non è un caso che il tessuto cupro venga anche soprannominato “seta vegetale”.